Vieni a scoprire la storia del cantiere di Monfalcone, di coloro che ci hanno lavorato e vissuto. Vivi l’esperienza di immedesimarti in un operaio al lavoro, esplora virtualmente e fisicamente il cantiere ed ammira le navi in costruzione. Esplora quello che è stato il primo esempio di città fabbrica in Italia, gli edifici simbolo di una comunità che all’inizio del secolo scorso è cresciuta nel territorio di Panzano.
Esplora l’ampio archivio presente sul sito, scoprirai l’esistenza di moltissime navi, idrovolanti e aerei. Il cantiere di Monfalcone ha prodotto oltre 1.000 modelli dal giorno della sua nascita.
⚓Tra Ottocento e Novecento il carpentiere navale era una figura centrale dei cantieri artigianali. Progettava e costruiva lo scafo, assemblando ordinate, fasciame, chiglia e coperta con attrezzi manuali e una profonda conoscenza del legno e del mare. Il mestiere si apprendeva attraverso l’esperienza diretta e l’apprendistato, adattando forme e tecniche alle condizioni locali e alle esigenze di navigazione. Da questo sapere sono nate molte imbarcazioni tradizionali, parte del patrimonio storico.
Oggi alla competenza artigianale si affiancano conoscenze tecniche moderne, in dialogo con progettisti e ingegneri.
Egone Missio (1895–1980) arrivò al CNT dei fratelli Cosulich l’11 gennaio 1909, come apprendista carpentiere, pochi mesi dopo la nascita del cantiere navale di Monfalcone. Intelligenza, metodo e una naturale predisposizione lo portarono rapidamente a bruciare le tappe, fino a diventare, nel secondo dopoguerra, il responsabile dell’ufficio progetti navi passeggeri. Tra il 1909 e il 1967 firmò alcune delle più celebri unità del Novecento, tra cui Giulio Cesare, Galileo Galilei, Eugenio C. e Oceanic.
L’Archivio Egone Missio, creato nel 2004 dalla figlia Edda, raccoglie documenti, fotografie e diari che testimoniano il metodo di lavoro dei costruttori navali dell’epoca e fanno luce su eventi e progetti spesso poco noti. Dai primi grandi transatlantici come Kaiser Franz Joseph I, Saturnia e Vulcania, fino alle navi del secondo dopoguerra, la sua storia racconta un percorso umano e professionale che ha contribuito a definire l’identità industriale di Monfalcone.
Nella foto Egone Missio, secondo da destra, a Venezia in piazza S. Marco.
🏛️Vi aspettiamo per scoprire insieme la storia del cantiere e del villaggio operaio, gli artisti legati al territorio e la tecnica delle costruzioni navali!
Il MuCa desidera ringraziare sentitamente tutti i visitatori che hanno seguito le nostre attività durante l`anno trascorso. Il vostro interesse costante è il riconoscimento più prezioso per il nostro lavoro di conservazione e divulgazione.
Oggi ricorrono cento anni esatti dal varo della Saturnia, sebbene la nave sarebbe entrata in servizio solo nel 1927.
Costruite nel cantiere della famiglia Cosulich, la Saturnia e la gemella Vulcania – varata il 19 dicembre 1926, quasi un anno dopo – rappresentarono negli anni Venti un autentico punto di svolta. Per la prima volta a Monfalcone, su navi di queste dimensioni, vennero adottati motori diesel in sostituzione delle tradizionali caldaie e turbine a vapore. I propulsori, progettati da Burmeister & Wain e realizzati a Trieste nello stabilimento Sant’Andrea, garantirono minori consumi, maggiore efficienza e nuovi spazi a bordo.
Una scelta rivoluzionaria, dettata da lungimiranza tecnica ed economica: 100 tonnellate di carburante al giorno contro le 300 richieste dai sistemi tradizionali. Come sottolineò Antonio Cosulich, questa soluzione consentì alla Saturnia di accogliere centinaia di passeggeri in più rispetto a unità di pari dimensioni.
Progettate per le rotte transoceaniche verso il Nord e il Sud America, Saturnia e Vulcania attraversarono decenni di storia, dal servizio passeggeri alle missioni come navi ospedale e trasporto truppe durante la Seconda guerra mondiale, fino al ritorno sulle rotte commerciali nel dopoguerra. La carriera della Saturnia si concluse nel 1965, anno della sua demolizione a La Spezia, mentre la Vulcania sarebbe stata invece demolita nel 1974 a Taiwan, quasi dieci anni più tardi.
Il MuCa desidera augurare un felice e sereno Natale a tutti voi! 🎄✨
Dedichiamo un ringraziamento a tutte le persone che quest`anno ci hanno fatto visita: la vostra presenza conferma l`importanza del MuCa nel raccontare la storia e l`identità del nostro territorio.
Oggi, nella cornice del MuCa, abbiamo onorato il ricordo delle vittime dell’amianto. Un ringraziamento sincero a tutti coloro che sono intervenuti, la dottoressa e vicesindaca Marta Calligaris, a Roberto Covaz, il dottor Luigi Finotto e Umberto Miniussi, presidente della sezione Gorizia della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, per aver condiviso con noi riflessioni, testimonianze e un impegno che non deve mai venire meno. Un grande grazia anche alle scuole del territorio presenti: educare i giovani alla consapevolezza è l’unico modo per costruire un futuro in cui la salute e la sicurezza sul lavoro siano diritti inviolabili.
👉Non perderti l`ultima occasione del mese! Domenica 14 dicembre ti aspettiamo per l`ultima visita guidata di questo anno al villaggio operaio di Panzano! Un percorso tra le suggestive ville in stile eclettico e l`architettura funzionalista degli anni Trenta.
🔍La visita, su prenotazione, è gratuita. Il punto di ritrovo è davanti l`Europalace Hotel in Via Callisto Cosulich 20, Monfalcone, alle ore 09:45, partenza alle ore 10:00.
➡️Vi aspettiamo!
ℹ Per info e prenotazioni: info@mucamonfalcone.it 0481 494901…
🛳️Buona domenica dal MuCa! Oggi vi raccontiamo di un`altra importante figura professionale del cantiere!
Il tracciatore è una figura specializzata della cantieristica navale: partendo dai disegni, riporta a grandezza reale linee di taglio, piega e montaggio su lamiere e superfici di lavoro, permettendo ai carpentieri di assemblare correttamente le strutture. Una delle sue attività fondamentali è il cosiddetto “tracciato alla sala”, un disegno esatto in scala reale (1:1) ricavato dai disegni del progettista e completato con tracciati supplementari e sagome-modelli, indispensabili per definire con precisione tutti i dati necessari alla costruzione. Questa metodologia è rimasta pressoché immutata dagli anni ’80 del 1700 fino ai primi anni ’70 del Novecento.
Oltre alla padronanza del disegno tecnico e della geometria, il tracciatore deve possedere grande precisione e capacità di interpretare le forme nello spazio. Nei primi anni del Novecento il lavoro si svolgeva quasi interamente a mano, dove la qualità finale della nave dipendeva in larga misura dall`abilità dei tracciatori. Pur essendo oggi un lavoro affiancato da software CAD e sistemi digitali, il ruolo rimane cruciale perché collega progettazione e produzione e risolve problemi geometrici direttamente sul campo.