NEREIDE

 

Costruzione n° 257 – NEREIDE –

Sommergibile costruito nel 1934 (Impostazione 30. 05. 1931, varo 25. 05. 1933, completamento 17. 02. 1934).

681/842 td, 60,95 x 5,69 x 4,58 m., 2 motori diesel e 2 motori elettrici, 2 eliche, 1350/800 CA, 14/8 nodi; Armamento: 6 tls-533, 1-100/47, 2-13,2.

17. 02. 1934 NEREIDE: Regia Marina italiana.

13. 07. 1943: affondato dai caccia britannici ECHO e ILEX al largo di Augusta mentre tentava di contrastare lo sbarco alleato.

(AMA)

Secondo sommergibile italiano ad avere questo nome. Numero di costruzione: 257. Motto: "Novus Exorior" ("Ricomparirò di nuovo").

Appena consegnato alla Regia Marina (18 febbraio 1934), il Nereide fu assegnato alla 10^ Squadriglia Sommergibili con base a Brindisi. Nel 1934 effettuò una lunga crociera addestrativa nel Mediterraneo. Fino alla guerra di Spagna effettuò solamente attività addestrativa nei mari nazionali. Durante la guerra di Spagna compì due missioni speciali: la prima di 17 giorni nel febbraio 1937 e la seconda di 14 giorni nel settembre 1937. In nessun caso venne in contatto con unità nemiche. Nel 1938 passò alle dipendenze della 42^ Squadriglia Sommergibili con sede a Brindisi ed in prossimità della seconda guerra mondiale fu trasferito a Tobruk.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale il Nereide era già in mare, al comando del tenente di vascello Mario Spano, in agguato offensivo davanti al Golfo di Sollum. Durante la mattinata del 12 giugno 1940 avvistò, stando in immersione, una petroliera che navigava isolata con rotta per Alessandria: il Nereide, da distanza ravvicinata, lanciò un siluro regolato a quattro metri di profondità che colpì la nave e la danneggiò. Le sfavorevoli condizioni di visibilità, causate dalla densa foschia presente in zona, non permisero al Nereide di rinnovare l’attacco. Rientrò alla base il 14 giugno. Durante la notte del 13 settembre 1940, mentre era in agguato in una zona del Mediterraneo centro-orientale, avvistò a circa 400 metri di distanza una formazione di tre cacciatorpediniere che navigava ad elevata velocità. Il sommergibile iniziò immediatamente l’attacco, ma dovette prontamente desistere e disimpegnarsi a quota profonda per la contromanovra di un cacciatorpediniere della formazione che lo aveva avvistato. Successivamente il Nereide effettuò altre missioni, peraltro infruttuose, nel Golfo di Taranto e nel Mare Egeo. Passato il comando al tenente di vascello Augusto Migliorini, continuò l’attività offensiva nel Mediterraneo Orientale. Dal 10 al 18 luglio 1941 operò in missione antisom nelle acque ad est di Tinos, nelle Cicladi settentrionali, effettuando l’avvistamento di un sommergibile avversario nella notte del 16 luglio, mentre navigava in superficie. Il Nereide si portò in posizione favorevole e da una distanza molto ravvicinata, lanciò due siluri di cui uno ebbe corsa irregolare. Il sommergibile effettuò nel contempo tiro di mitragliere e di cannone. Dopo 40 secondi fu osservato ed udito lo scoppio del siluro a poppavia della falsa torre del sommergibile nemico che era in fase di immersione rapida. Tuttavia, non avendo trovato alcun cenno dell’attacco nella documentazione avversaria, l’esito dell’attacco è da considerare incerto. Passato il comando al tenente di vascello Renato Scandola, il 12 luglio 1943, mentre era in transito nelle acque al largo di Taormina, avvistò una formazione di cacciatorpediniere britannici impegnata in un’azione di bombardamento costiero. Il Nereide si immerse prontamente e si portò all’attacco e lanciò tre siluri elettrici contro la formazione di cacciatorpediniere che ripiegavano dopo l’azione: furono udite due violente esplosioni: il sommergibile non poté effettuare più accurati accertamenti in quanto fu costretto a disimpegnarsi a quota profonda. Nella mattinata del giorno successivo, 13 luglio 1943, mentre stava pattugliando in superficie all’altezza circa di Augusta, avvistò una formazione di tre cacciatorpediniere in evidente ricerca antisom. Il Nereide fu a sua volta avvistato dalle unità di superficie e fu costretto a disimpegnarsi a quota profonda. Venne immediatamente sottoposto ad intensa caccia antisom con il lancio di numerose bombe di profondità. Dopo alcune ore di bombardamento quasi ininterrotto che produssero danni sensibili all’impiantistica di bordo, il sommergibile fu costretto ad emergere. Appena in superficie fu inquadrato da un violento tiro nemico di artiglieria che determinò perdite e feriti tra i membri dell’equipaggio. Così il Nereide affondò al largo di Augusta portando con sé 21 membri dell’equipaggio. I superstiti furono raccolti dai due cacciatorpediniere britannici Echo e Ilex. Complessivamente il Nereide effettuò in guerra 25 missioni offensive – esplorative e 11 missioni di trasferimento tra porti nazionali percorrendo 18.121 miglia in superficie e 4.563 miglia in immersione.



 
  • Scheda tecnica
 
Nome: NEREIDE
Tipo: Sommergibile
Committente: Regia Marina Italiana
N. costruzione: 257
N. assemblaggio: 257
N. complet.: 217
Data d'impostazione: 30/05/1931
Data varo: 25/05/1933
Data consegna: 17/02/1934
TSL: -
TPL: -
TDS: 640/842,20
Lunghezza (m): 60.95
Altezza (m): 4.58
Larghezza (m): 5.69
Motore: D/E
Potenza (CV): 1.250/800
Propulsione: 2E
Velocità (nodi): 15/8

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