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Il MU\CA

Il Museo della Cantieristica di Monfalcone

Il Museo della Cantieristica di Monfalcone-MuCa ha sede al pianterreno dell’ex Albergo operai del Villaggio di Panzano, la “company town” sorta attorno al cantiere navale su iniziativa dei primi proprietari, i Cosulich. Il Museo, progettato dal prestigioso Studio Claudio Nardi di Firenze, racconta la storia del cantiere e della città attraverso un percorso espositivo articolato in sezioni. Unico museo italiano specificamente dedicato alla cantieristica e al suo impatto sul territorio, il MuCa rappresenta un’assoluta novità nel panorama museale nazionale. Affronta, attraverso testimonianze e documenti, oltre un secolo di storia, utilizzando un linguaggio contemporaneo e servendosi delle più moderne tecnologie multimediali.

Il MuCa fa parte del progetto Polo Museale della Cantieristica Navale di Monfalcone, un museo diffuso che, oltre al MuCa, coinvolge il territorio in maniera diretta, comprendendo una serie di percorsi esterni nel villaggio di Panzano, in cui è compreso il Centro Visite di via Pisani 28, punto informativo ed espositivo allestito nel 2011 nell’area delle antiche botteghe del quartiere operaio.

Genesi e struttura del progetto Polo Museale della Cantieristica Navale di Monfalcone

L‘Amministrazione comunale da anni si era posta l’obiettivo di realizzare un museo per raccontare la propria versione pubblica di un territorio e di un distretto produttivo così particolare, unico esempio di grandi cantieri navali nel nord est, per la notevole importanza che riveste sotto il profilo storico-testimoniale il quartiere operaio che attorno alla fabbrica è cresciuto, significativo esempio di quartiere pianificato, nell’epoca della seconda industrializzazione.

Nella relazione programmatica dell’Amministrazione è presente l’obiettivo di creare strutture e servizi museali funzionali alla valorizzazione delle radici storiche, sociali ed economiche della città e di promozione di percorsi storici tematici, anche mediante la partecipazione a bandi di finanziamento europeo.

Il progetto “Polo museale della cantieristica navale di Monfalcone” viene realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con Fondi POR FESR 2007/2013 Attività 2.1.a “Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale” Linea di intervento “Valorizzazione del patrimonio culturale” (ora transitati nel PAC FVG Piano di Azione e Coesione del FVG - Linea di intervento 7.1.a.1 Archeologia industriale).

Il progetto è diviso in cinque interventi:

  • Intervento 1 - Riuso dello stabile di via Pisani 28 per centro visite del quartiere operaio di Panzano.

  • Intervento 2 - Sistemazione di una porzione del fabbricato denominato “ex Albergo operai” e allestimento del museo di archeologia industriale e della cantieristica navale.

  • Intervento 3 - Realizzazione dei percorsi tematici del quartiere operaio di Panzano.

  • Intervento 4 - Completamento e restyling del sito web.

  • Intervento 5 - Realizzazione e attuazione del piano della comunicazione e promozione del Polo Museale.

Dopo l’ottenimento del finanziamento da parte della Regione, il Comune di Monfalcone ha affidato all’AIPAI- Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale il compito di redigere le linee guida per un più vasto progetto che non si fermasse al solo allestimento di un museo ma valorizzasse gli elementi culturali espressi dal patrimonio di archeologia industriale del suo territorio.

L’intervento 1 è stato concluso nel dicembre 2011 con l’inaugurazione del Centro Visite.

Il progetto dello Studio Nardi

La progettazione dell’allestimento del Museo della Cantieristica (Intervento 2), degli itinerari storici nel villaggio di Panzano (Intervento 3) e del sito web (Intervento 4), è stata affidata nel 2012 allo Studio Claudio Nardi di Firenze insieme a Sintesi/HUB di Trieste coadiuvati dall'arch. Michele Poletto e Andrea Pisani in qualità di direttori esecuzione contratto (DEC) e ing. Paolo Berini come assistente alla direzione.

Un luogo che vive nella memoria di un importante edificio inserito in un più ampio contesto, studiato, adeguato ad accogliere i nuovi visitatori, un excursus sul cantiere navale e sui risvolti sociologici che questa attività ha creato e crea sul territorio. Questo sarà il Museo della Cantieristica, un luogo dove il visitatore sarà coinvolto in maniera emozionale, percettiva, uditiva.

Un intervento “leggero” nelle parti più rappresentative dell' Ex Albergo operai e del Museo della Cantieristica; uno più accentuato, con colori e giochi di luce nelle altre: solo tre colori (rosso, bianco e nero) e materiali che rimandano alle lamiere nella costruzione delle navi.

Al tempo stesso un intervento complesso in uno spazio che ci viene consegnato già così ben definito sotto tutti i punti di vista, quasi un intervento composto da numerosi ‘gesti’ che si interfacciano con la preesistenza.

Un luogo fruibile da tutti e studiato per tutti, uno spazio flessibile con aree dedicate alla tecnologia e alla multimedialità, altre all’esposizione delle importanti tele di Timmel, dei numerosi oggetti già conservati negli archivi e dei modelli preziosi esposti in teche di cristallo o in altri sistemi di allestimento mutevoli nella sala dedicata alle esposizioni temporanee.

Un grande atrio segna l’ingresso del Museo; il visitatore entra poi nella bianca e luminosa corte interna, caratterizzata da un imponente doppio colonnato, quasi plastico per la sua perfezione. All'interno di questo spazio d'accoglienza si trovano schermi, immagini e bacheche.

Un percorso consigliato conduce alla visita del Museo; un altro, in parallelo, porta alla visita dell’edificio stesso e alla scoperta della sua funzione originaria di Albergo per gli operai.

Un susseguirsi di corridoi e spazi in penombra, passaggi fra lamiere, scintillii, suoni e rumori ‘provenienti dal cantiere’ fanno vivere un’esperienza quasi reale.

Poi di nuovo la luce, in uno spazio che troviamo già con la sua struttura architettonica in evidenza, dove la luce che proviene dall’alto e l’architettura originale nello sfondo, con le sue aperture, presenta ‘contenitori’ intimi dove il visitatore può isolarsi ed emozionarsi al comando virtuale di una gru d'epoca.